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Vorticino


Sulla costa dell'oceano, nell'America del sud viveva un vortice. Viveva con i propri genitori: la sua mamma si chiamava Uragano ed il papà Tornado. Abitavano in una grotta che era molto ampia e profonda, dove tutti stavano comodi. Vorticino aveva la sua stanza, e c'era anche una sala e delle stanzette per gli ospiti, soltanto che gli ospiti capitavano raramente. I venti più vicini abitavano sull'altra costa dell'oceano; per arrivare fin lì bisognava attraversare tutto il continente, che non era tanto facile da fare ogni giorno. Allora il nostro Vorticino si divertiva da solo.

Al mattino si alzava appena il sole sorgeva dall'oceano, volava fuori dalla grotta e si allungava e tirava, cercando di arrivare fino alle nuvolette: avrebbe tanto voluto crescere, per diventare un tornado come suo papà. Poi per lavarsi volava fino al suo ruscello preferito e senza fermarsi si buttava in acqua alzando in aria degli spruzzi vivaci. Gli piaceva tanto fare così perché in ogni goccia d'acqua si vedeva un piccolo sole e si formava l'arcobaleno. Dopo essersi lavato, Vorticino volava nella foresta vicina per trovare qualche frutto per la colazione. Saliva sugli alberi scegliendo la frutta più matura, fresca e sugosa. Così cominciava la giornata.

Quando Vorticino tornava a casa, papà spesso non c'era già più: lui aveva le sue cose da adulti da fare. La mamma invece stava a casa, preparava da mangiare, metteva tutto in ordine volando di qua e di là. La mamma spesso chiedeva al figlio di portare un po' di frutta, arance, mele o uva per il pranzo.

Dopo aver aiutato la mamma, Vorticino aveva tutto il tempo a sua disposizione. Di solito naturalmente frequentava una scuola, la scuola di Tutti i Venti, ma adesso c'erano le vacanze estive.

“Che cosa potrei fare oggi?” - pensava Vorticino. La giornata che iniziava era bellissima e lui poteva volare da qualsiasi parte, dove voleva. Dopo aver pensato un po' Vorticino decise di volare ad osservare il continente. Spesso, appena ne aveva la possibilità, andava in giro per esplorare le terre. Saliva sulle montagna, girava per i sentieri dei boschi, nuotava nei ruscelli e ogni volta trovava delle cose nuove.

A lui piaceva particolarmente una valle tra le montagne: quella valle era assolutamente chiusa dai monti. Lì c'era un ruscello e tutta la terra era coperta di erba finissima, sulla quale era così bello sdraiarsi per riposare o volare di qua e di là, o anche solo sfiorarla. In quella valle non abitava nessuno; l'aveva trovata Vorticino, quindi era soltanto sua.

Anche quest'oggi il nostro Vorticino si era diretto lì. Arrivando ha notato subito che qualcosa non andava. Per primo non gli era piaciuto l'odore: c'era puzza di fumo. “Forse è successo un incidente?”- ha pensato Vorticino. Ma no! Appena superata la cima delle montagna ha visto che nella sua valle, sulla sua erba c'era qualcuno. Ha visto dei cavalli che pascolavano e un carro da viaggio. Vicino al carro c'era la cenere di un fuoco: quello era l'odore che aveva sentito Vorticino arrivando. Poi ha visto un'altra cosa che l'ha fatto soffrire tanto: in una zona della valle, dove prima c'era dell'erba bellissima, la terra era stata rivoltata ed erano stati piantati degli alberelli…

“Whirlpool”

Collage, watercolours, 50 / 35

“Whirlpool”

Collage, watercolours


Fairytale “Whirlpool”

Denys Savchenko is the author of the text and of the illustrations

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