Italiano English Denys Savchenko Українська Denys Savchenko, Three poplars, oil painting, landscape

“Campi”


Olio su tavola, rilievo.


Collezione privata, Austria

Denys Savchenko, Three poplars, oil painting, landscape

“Tre pioppi”


35,5x35,5 cm

Olio su tavola, rilievo  2013

Painting "Sunlight", Artist Denys Savchenko, oil on wood Painting "Evening", Artist Denys Savchenko, oil on wood Painting "A Poplar", Artist Denys Savchenko, oil on wood, relief Quadro “La luce serale”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola. Quadro "Campo di grano". Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola, foglia oro Quadro “Danubio”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola. Painting "Near the Danube". Artist Denys Savchenko. Oil on wood, relief Quadro "Pieno di sole. Campi". Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola. Quadro “Piccolo campo verde”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola. Quadro “Vento”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2015 Quadro "Sera. I tetti". Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2014 Quadro “Nuvole”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2015 Polittico “Genova”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2014 Polittico “Genova”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2014 Polittico “Genova”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2014 Polittico “Genova”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2014

“Genova” Polittico


Olio su tavola, rilievo. 2014. Collezione privata. Italia



Quadro "Liguria". Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2015. Collezione privata Quadro "Liguria. I tetti". Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2015 Quadro "Liguria. Roccia". Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2015 Quadro “Una serata dorata”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola. 2016 Quadro “Un paesaggio”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola Quadro "Mare". Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola 2015

“Mare”


Acrilico su tavola, 30x60 cm, 2005

Museo di arte contemporanea di Dnipro, Ucraina

“La  luce del sole sui campi”


Olio su tavola, rilievo.

35,5x52,5, 2014


Painting “Full of sunlight". Italy”. Artist Denys Savchenko, Oil on wood

“Pieno di sole. Italia”


Olio su tavola, rilievo 47,3x28,2 cm, 2013


Museo di Stift Seitenstetten Austria

“Pioppo”


Olio su tavola, rilievo

54,8x57,8, 2014

Denys Savchenko, Three poplars, oil painting, landscape, fields

Campi


29,5x46,5 cm

Olio su tavola, rilievo. 2013

“Sera”


Olio su tavola, rilievo

38x63,6 сm,  2016


“Pioppi”


Olio su tavola, rilievo

43/43 cm, 2013


National Museum T.Shevchenko

Kyiv, Ukraine


Denys Savchenko, Three poplars, oil painting, landscape, fields, Poplars Quadro “Pieno di sole. Alberi”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola. 2013 Quadro “Una strada”. Pittore Denys Savchenko. Olio su tavola.

“Campo di grano”


Olio su tavola, rilievo, foglia oro

44x43 cm, 2016

“Pieno di sole. Campi”


Olio su tavola, rilievo

2013


“Piccolo campo verde”


Olio su tavola, rilievo

44,5 x 56 cm, 2014


“Viccino al Danubio”


Olio su tavola, rilievo

58,5x43 cm. 2015

“La luce serale”


Olio su tavola, rilievo

37,8x46,3 cm, 2016


“Una strada”


Olio su tavola, rilievo 2013

“Danubio”


Olio su tavola, rilievo. 44x70 cm 2016

“Pieno di sole. Alberi”


Olio su tavola, rilievo 2013

“Vento”


Olio su tavola, rilievo

47,5x73 cm. 2015

“Nuvole”


Olio su tavola, rilievo 39x38 cm. 2015

“Paesaggio”


Olio su tavola, rilievo

35,2x52,2 cm. 2016


“Una serata dorata”


 Olio su tavola, rilievo. 42,7x60 cm. 2016

“Liguria. I tetti”


Olio su tavola, rilievo

50x45 cm. 2015

“Liguria. Roccia”


Olio su tavola, rilievo

50x50 cm. 2015

“Liguria”


Olio su tavola, rilievo

50x50 cm. 2015

Collezione privata Austria

“Sera. I tetti”


Olio su tavola, rilievo.

48,2x50,5 cm. 2016

Nel paesaggio mi affascina il tema dei campi. Quando ero bambino vivevamo nella periferia di Odesa. Il nostro palazzo era l’ultimo e dalla finestra si apriva la vista sui campi estesi. Se andavamo a pescare bisognava attraversare i campi per arrivare al mare, con un amico ornitologo andavamo con le biciclette a cercare i nidi degli uccelli. Poi quando ho iniziato a frequentare l’istituto di Belle Arti a Odesa di sera spesso andavo a dipingere i campi. So che tante persone si annoiano nei campi - sembra tutto lo stesso, per me invece i campi sono come il mare - lo stesso e ogni ora diverso.

Quando ho fatto i primi voli internazionali ho visto che per quanto possano essere diversi i paesi c’è qualcosa che unisce - i campi coltivati. La terra divisa a strisce mi sembra un simbolo internazionale, un’mpronta dell’uomo sulla faccia del pianeta - la terra lavorata.

Il modo in quale venne divisa la superficie è diverso da paese a paese. Io che sono vissuto in un paese sovietico ricordo che i campi erano immensi, la proprietà privata quasi non esisteva e si vedevano solo i campi di Kolchoz che come tutto in Unione Sovietica dovevano essere grandiosi. Non sapevo ancora che la unione era forzata e ovviamente questa grandiosità non poteva non impressionare. Immaginate un campo di grano immenso, voi siete all’inizio e la fine non si vede, un mare dorato di grano. Era bellissimo e maestoso. Ovviamente non tutti i campi erano grossi, c’erano tanti campi più piccoli che creavano questo gioco di quadratini astratti. Poi ho visto i campi dell’Ucraina centrale che erano diversi, si trovavano spesso sulle colline, erano divisi dal rilievo, dai fiumi. I primi campi a strisce ho visto in Carpaty - sui monti non era facile far crescere il grano in grandi quantità e l’Unione Sovietica aveva lasciato questi spazi ai privati.

Il fatto interessante è che anche se da bambino ero cresciuto vicino a questi campi enormi ho subito intuito che la divisione a striscette è molto più naturale anche se non sapevo perché. Un giorno un amico del mio padre Andriy Mentuch che era vissuto in Polonia mi aveva spiegato che la divisione a strisce ha la sua spiegazione pratica - è più facile arare un pezzo di terra lungo senza cambiare spesso la direzione.

Non sono un grande viaggiatore, ma da tutte le parti dove sono stato ho trovato questo segno di passaggio dell’uomo - i campi coltivati e mi danno una sensazione molto positiva. Positiva nel senso che non tutti i segni del passaggio dell’uomo sono positivi. Ho visto i paesaggi distrutti dall’estrazione delle risorse naturali, i paesaggi trasformati nelle discariche, immaginate che le discariche dei pneumatici nei deserti di Kenya si vedono dallo spazio come macchie nere nel deserto. Ma anche le costruzioni industriali sono spesso tanto orrende che sembrano fatte apposta. Insomma uomo ha fatto delle ……. veramente tante e il segno della terra coltivata mi fa ricordare quella parte nell’uomo che è divino - senso di bellezza, di amore, la vita che continua.

Dall’altra parte io cerco nell’arte la unione tra astratto e oggettivo. Spesso mi sembra che l’astratto rappresenta quella parte divina che è nascosta. Quando guardiamo un quadro veniamo spesso attratti dai movimenti grandi della luce, macchie di colori, espressività pittorica senza accorgersene che siamo attratti da questa struttura astratta del quadro. Pensiamo che il quadro ci è piaciuto perché il viso era dipinto in maniera molto graziosa, oppure le foglie degli alberi sono particolarmente trasparenti ma in realtà è proprio l’astratto nei quadri realistici che ci attrae.

Nel caso della mia interpretazione dei paesaggi se pensate che sto esagerando sottolineando la loro struttura a macchie date una occhiata alla terra prossima volta che fate un volo sopra i campi coltivati. Sono moooooolto più astratti.